Ultima modifica settembre 2016

Lo Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni come altre figure professionali è in costante divenire.

Questo processo di cambiamento e aggiornamento ha origine dai mutamenti economici, tecnologici e legislativi  che con regolarità modificano il mondo del lavoro, e di conseguenza le richieste verso tutti i ruoli professionali che alimentano la vita delle imprese.

Fermo restando alcune competenze basiche della professione di psicologo del lavoro, questa domanda di aggiornamento e cambiamento riguarda anche la nostra professione. 

Non crediamo di poter essere esaustivi, ma vogliamo comunque tracciare una “road map” di ciò di cui si occupa uno psicologo che lavora per le organizzazioni.

Chi è lo psicologo del lavoro oggi?

Lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni, è un esperto dei comportamenti organizzativi.

Il suo fine è quello di migliorare i processi comunicativi, le prestazioni individuali e di team, la sicurezza, la soddisfazione e la qualità nei luoghi di lavoro. Interviene quindi sui fattori psicosociali che influenzano e condizionano il contesto lavorativo, ponendo la giusta attenzione alla singolarità culturale di ogni azienda con cui si confronta, cosi come alle specificità di ogni individuo o gruppo di lavoro con cui si relaziona.

Nel far questo non si propone con soluzioni predefinite, ma si avvale di teorie e modelli psicologici diversificati che garantiscono il miglior approccio ai problemi organizzativi cui è chiamato a rispondere. Non interviene solo a fronte di problemi dichiarati, ma ha un approccio e uno sguardo anche preventivo. Sa anticipare e disegnare strategie di gestione delle persone, utili sia al buon funzionamento organizzativo, sia alla promozione del benessere delle persone in azienda.

Come emerge da un recente  convegno SIPLO  (novembre 2015) in cui si è discusso del futuro della psicologia del lavoro, la tendenza della nostra professione in futuro sarà verosimilmente quella di:

“Colui che non dà risposte, ma crea occasioni di apprendimento. Che non funge da esperto o diagnosta delle persone, ma che opera in modo da trasformare la cornice aziendale al fine di liberare il potenziale complessivo”.

“Alcuni ambiti” di intervento dello psicologo del lavoro

  • Organizzazione: disegno organico ed efficace dei diversi ruoli organizzativi. Attenzione ai canali comunicativi di interdipendenza funzionale, nonché di ottimizzazione dei processi di comunicazione sia interna sia esterna all’organizzazione.

  • Competenze: disegno e mappatura delle conoscenze e delle capacità utili a ricoprire con efficacia i diversi ruoli organizzativi. Valutazione dei gap, e progettazione di interventi utili a ricoprire con efficacia la migliore copertura al ruolo.

  • Motivazione: individuazione delle leve e degli strumenti utili a sviluppare e sostenere l’investimento sia individuale sia di gruppo nell’ordinario funzionamento organizzativo.

  • Performance: definizione dei diversi target da raggiungere per il buon funzionamento del business. Individuazione e misurazione delle performance individuali.

  • Qualità della vita lavorativa: identificazione dei fattori organizzativi che possono determinare situazioni di difficoltà nell’erogazione di buone prestazioni. Progettazione di azioni di miglioramento delle condizioni lavorative nel rispetto delle persone e del business.

“Alcune principali attività” che svolge lo psicologo del lavoro

  • Ricerca e selezione del personale
  • Analisi e progettazione dei ruoli e processi organizzativi
  • Analisi di clima e benessere organizzativo
  • Analisi del fabbisogno formativo, erogazione, progettazione e valutazione della formazione
  • Valutazione del potenziale inespresso del personale
  • Valutazione e sviluppo della performance
  • Valutazione dello stress lavoro-correlato e dei rischi psicosociali
  • Gestione della comunicazione organizzativa
  • Gestione dei conflitti
  • Supporto al raggiungimento di obiettivi individuali e di gruppo
  • Interventi a beneficio qualità della vita lavorativa

Ma anche:

  • Studio e costruzione di strumenti specifici per la rilevazione di abilità e attitudini per diversi tipologie di mansioni
  • Indagini di mercato, rilevazioni di dati psicosociali e progettazione di campagne di comunicazione e marketing

La specificità dello psicologo del lavoro

La specificità dello psicologo del lavoro è dunque quella di coniugare i fatti e i processi psicologici sociali, all’azione e soluzione dei problemi concreti della vita quotidiana nei contesti di lavoro. Collabora insieme ad altri professionisti per lo sviluppo e il miglioramento del business e delle persone.

Alcune capacità distintive dello psicologo del lavoro e delle organizzazioni  

    • Predisposizione all’ascolto attivo: lascia spazio e tempo necessario per raccogliere punti di vista e fatti inerenti alla realtà e ai problemi presentati. Collabora per mezzo di domande mirate a fare chiarezza in merito alla definizione degli obiettivi specifici da perseguire.
    • Efficacia comunicativa:  presenta con efficacia i vantaggi e i benefici dei progetti di intervento che intende perseguire. Nel far questo costruisce ciascuna argomentazione al fine di renderla comprensibile nei suoi effetti e nelle sua importanza rispetto al buon funzionamento organizzativo.
    • Saper negoziare:  si relaziona costantemente e collabora con altri ruoli professionali che operano nell’organizzazione. Nel far questo si dimostra capace di saper interloquire su aspetti anche non prettamente attinenti alla sua professione, traducendo e negoziando quanto viene suggerito da altri interlocutori in strumenti e azioni proprie dello psicologo del lavoro.
    • Sensibilità interpersonale:  sa leggere le dinamiche relazionali presenti nei contesti in cui lavora sapendo comprendere motivazioni, bisogni e sentimenti dei propri interlocutori con il fine di saper rendere coerenti le proprie azioni con il contesto di riferimento.
    • Approccio analitico ai problemi:  utilizza le informazioni raccolte per valutare con spirito critico la rilevanza di ciò che sta avvenendo. Ipotizza nessi di causa-effetto sapendo evidenziare gli aspetti principali in gioco.    
    • Approccio sistemico:  è consapevole che ogni organizzazione è un sistema “unico”, e che l’intervento su un’area del funzionamento organizzativo produce cambiamenti diretti e indiretti in altre parti dell’organizzazione. Progetta le sue azioni di intervento variando costantemente il suo sguardo. Rispetto agli stessi dati, è capace di utilizzare diverse chiavi di lettura facendo riferimento a diverse teorie e modelli psicologici di intervento.
    • Approccio alla pianificazione: sa tradurre l’obiettivo in un piano di azione chiaro e completo in cui contempla tempi e risorse. Definisce gli steps intermedi e monitora le attività valutando le eventuali correzioni.

Alle capacità sopra elencate – non esaustive -, lo psicologo del lavoro necessita di possedere conoscenze basiche in sociologia del lavoro, organizzazione, economia e diritto del lavoro.

Nel suo operare quotidiano, lo psicologo del lavoro risponde ad un codice di comportamento professionale, utile per operare a garanzia di tutti gli interlocutori coinvolti – codice deontologico -.

N.B. Vogliamo continuare ad aggiornare e costruire insieme questa pagina identitaria.

Come psicologo del lavoro il tuo parere è per noi importante. Scrivici le tue integrazioni a: redazione@psicologinazienda.it. Il tuo nome comparirà in coda a questa 

Massimiliano Massaro

Michela Pajola

Nadia Osti